Teatro Franco Parenti

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GIUSEPPE BATTISTON
WINSTON VS CHURCHILL
Winston si racconta a Churchill e Churchill si confessa a Winston.
Giuseppe Battiston (un premio Ubu, due nastri d’argento e tre David di Donatello) regala un viaggio biografico della figura storica del politico più ingombrante, decisivo e riconoscibile del Novecento.

da “Churchill, il vizio della democrazia” – di Carlo G. Gabardini – con Giuseppe Battiston e con Lucienne Perreca – regia Paola Rota – scene Nicolas Bovey – costumi Ursula Patzak – luci Andrea Violato – suono e musica Angelo Longo – produzione Nuovo Teatro – diretta da Marco Balsamo

Ormai vecchio, depresso e impegnato in una difficile convivenza con i propri vizi, il primo ministro ricorda una vita al servizio della sua nazione, della sua Gran Bretagna. A raccontarsi è un vecchio scorbutico che urla, beve, nasconde i sigari nel bastone, trangugia anfetamine, incute timore e cerca la compagnia del suo amato gatto. Un uomo sempre in guerra, contro tutto e contro tutti, persino contro se stesso, contro la vecchiaia che uccide il corpo (ma non lo spirito), contro i tragici ricordi che stremano la mente ma non si possono rimuovere. L’attore incarna Winston nei pensieri, nei bagordi, nell’alternanza tra indolenza e vigore consegnando l’immagine di un uomo dall’insaziabile passione per la politica – che è tutt’uno con la sua vita – e che ci ricorda come il politico più che gestire il presente, debba preparare al futuro. «Una piacevole guerriglia fatta di memorie e quotidianità che fluttua sapientemente tra i comici battibecchi di un vecchio e di chi lo cura. Un resoconto che poggia continuamente sul contrasto tra uomo e icona. Battiston, riuscito nella parte del Churchill pungente, tossisce, grida e scuote gli animi con le tragicità di un uomo dalle tante vittorie e le tante sconfitte»

  • Data spettacolo: Sabato 18 gennaio 2020 – Ore 20:30 – Sala Grande
  • Chiusura prenotazioni: 15 dicembre 2019
  • Disponibilità: 10 posti nelle file C, D, E, F
  • Prezzo: Euro 31 (anziché Euro 42), max 4 biglietti per socio
  • Pagamento: bonifico bancario

Non si garantisce la vicinanza di più di due posti

PAOLO BRIGUGLIA
NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI
Storia vera di Enaiatollah Akbari

di Fabio Geda nella riduzione a firma dell’autore – con Paolo Briguglia – musiche originali Fabio Zeppetella – regia Paolo Briguglia ed Edoardo Natoli – spazio e costumi Alessandra Traina – produzione BAM teatro in collaborazione con Palermo Teatro Festival

Uno dei libri più commoventi comparsi in Italia negli ultimi anni, il best seller di Fabio Geda, tradotto in 31 paesi, approda al Teatro Franco Parenti con la toccante interpretazione di Paolo Briguglia. È la storia vera di Enaiatollah Akbari, un bambino afghano costretto a barattare la propria innocenza in cambio della sopravvivenza. Dopo la morte del padre, il piccolo vive nascosto per sfuggire a ricatti e angherie, finché la madre decide di portarlo lontano. Ha così inizio un durissimo viaggio dall’Afghanistan all’Italia, passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un viaggio in posizione fetale, stipato in pochi centimetri, nella pancia di un camion dentro un mare di letame. Un’Odissea moderna, tristemente contemporanea, una riflessione attualissima sulle migrazioni, dolorose e pericolose in tutti i tempi. Una grande lezione sulla speranza e sull’umanità.
«Favola moderna con il gusto dolceamaro della verità, tra vite migranti e popoli in fuga da guerre e fame. Una storia che penetra sottopelle, inducendo lo spettatore a confrontarsi se non a immedesimarsi con una realtà lontana, con situazioni disperate, con le esperienze di un bambino e poi di un ragazzo costretto a fare i conti con le contraddizioni e i paradossi del nostro tempo, tra scontri e dialoghi di civiltà».

  • Data spettacolo: Domenica 2 febbraio 2020 – Ore 15:45 – Sala AcomeA
  • Chiusura prenotazioni: 15 dicembre 2019
  • Disponibilità: 10 posti nelle file B, C, D
  • Prezzo: Euro 21 (anziché Euro 28), max 4 biglietti per socio
  • Pagamento: bonifico bancario

Non si garantisce la vicinanza di più di due posti

DOMESTICALCHIMIA
LA BANCA DEI SOGNI

drammaturgia Domesticalchimia – con Federica Furlani, Davide Pachera,
Laura Serena, e un gruppo di sognatori – regia e ideazione Francesca Merli – sound designer Federica Furlani

È possibile inquadrare e fotografare un periodo storico, la società, l’umanità attraverso la lente del sogno?
La compagnia milanese Domesticalchimia si cimenta in questa sfida con questo spettacolo/inchiesta che prende il via dall’omonimo libro di J. Duvignaud e F. Corbeau. I due antropologi francesi avevano infatti intuito che i nostri sogni possono essere un tramite per comprendere di più la realtà che ci circonda e il nostro ‘stare’ al mondo, perché nel rielaborarli parliamo delle nostre paure, delle ansie della società contemporanea. Nella loro inchiesta hanno raccolto le esperienze oniriche di operai, casalinghe e imprenditori delle città e delle campagne francesi e, a partire dai loro racconti, hanno restituito un’immagine articolata della società francese a loro contemporanea.
Lo spettacolo vuole indagare l’evolversi della nostra attività onirica da quando siamo bambini fino a quando siamo anziani e comprendere con le persone coinvolte quali sono i tarli del nostro tempo. Per farlo la giovane compagnia intervisterà gli abitanti del quartiere Porta Romana di Milano per ricavarne una drammaturgia sul sogno che restituisca, come uno specchio, un’immagine lucida e inedita della nostra società.

  • Data spettacolo: Venerdì 13 marzo 2020 – Ore 21:00 – Sala Tre
  • Chiusura prenotazioni: 10 febbraio 2020
  • Disponibilità: 10 posti nelle file B, C, D
  • Prezzo: Euro 12 (anziché Euro 17), max 4 biglietti per socio
  • Pagamento: bonifico bancario

Non si garantisce la vicinanza di più di due posti

FILIPPO TIMI
CABARET DELLE PICCOLE COSE

testo e regia Filippo Timi – con Erica Bianco, Livia Bonetti, Matteo Cecchi,
Francesca Fedeli, Ilaria Marchianò, Viola Mirmina, Alice Pagotto, Marco Risiglione, Elena Rivoltini, Federico Rubino, Federica Scianna – assistente alla regia Beatrice Cazzaro – produzione Teatro Franco Parenti

Dieci monologhi che raccontano la storia, le tragedie, gli amori di dieci piccole cose; la candelina cianfrusaglia, nata senza stoppino che si interroga sul senso del sua stessa esistenza; un rubinetto piagnone, l’ultima sigaretta prima di smettere di fumare, l’eco di una cantante, un sasso innamorato di un altro sasso…
Questi oggetti prendono il coraggio di strappare i fili dell’ovvietà, proponendosi in un cabaret a volte surreale, a volte melanconico, a volte disperatamente comico. Scritto da Filippo Timi e interpretato da undici giovani attori, Cabaret delle piccole cose racconta il silenzio e la fragilità dei sentimenti che appartengono al mondo. Storie che mostrano attraverso il paradosso tante piccole emozioni in un lavoro poetico, comico, struggente.

  • Data spettacolo: Domenica 24 maggio 2020 – Ore 20 – Sala Tre
  • Chiusura prenotazioni: 20 marzo 2020
  • Disponibilità: 10 posti nelle file B, C
  • Prezzo: Euro 21 (anziché Euro 28), max 4 biglietti per socio
  • Pagamento: bonifico bancario

Non si garantisce la vicinanza di più di due posti

LUIGI PIRANDELLO – FILIPPO DINI
COSI’ E’ (SE VI PARE)
Un Pirandello che guarda a Buñuel

di Luigi Pirandello – regia Filippo Dini – con Maria Paiato, Andrea Di Casa, Benedetta Parisi, Filippo Dini, Nicola Pannelli, Mariangela Granelli, Francesca Agostini, Ilaria Falini, Dario Iubatti, Orietta Notari, Giampiero Rappa, Mauro Bernardi, scene Laura Benzi – costumi Andrea Viotti – luci Pasquale Mari – musiche Arturo Annecchino – assistente regia Carlo Orlando – assistente costumi Eleonora Bruno – produzione Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale

A sfidare questo classico del teatro italiano è Filippo Dini, già pluripremiato attore, che scardina la tradizione del “pirandellismo”. un claustrofobico interno borghese, il mistero della signora Frola e del signor Ponza, suo genero, assume i contorni surreali di un sogno. In scena, con un gioco di enigmi, il tema della dimensione sempre tragicamente soggettiva della verità, caro al drammaturgo siciliano.
L’allestimento si muove in una dimensione onirica e surreale: non c’è realtà, non c’è verità, se non quella mutevole e soggettiva dell’inconscio, del sogno, dove il confronto tra i personaggi si consuma come un gioco al massacro, violento e crudele. Nel palleggio di attribuzione della pazzia, su cui Pirandello fonda la sua commedia/thriller [il folle è il signor Ponza che crede defunta la moglie ancora viva o matta è la signora Frola, che ha perso il senno dopo la morte della figlia?] la regia indica una strada alternativa: i veri pazzi sono i borghesi del paese, gretti e pettegoli, che osservano e giudicano dal di fuori. Tra i protagonisti, sul palco, lo stesso Dini e Maria Paiato. «Finalmente, tra minacciosi Pirandelli di prevedibile banalità, arriva uno di quelli “fondamentali” che potrà anche far discutere, ma si impone per interesse di lettura e per bravura degli interpreti». Gianfranco Capitta – Il Manifesto
A distanza di un secolo Così è (se vi pare) è ancora una potente metafora sull’incertezza delle relazioni.

  • Data spettacolo: Domenica 16 maggio 2020 – Ore 20:30 – Sala Grande
  • Chiusura prenotazioni: 15 aprile 2020
  • Disponibilità: 10 posti nella fila B
  • Prezzo: Euro 31 (anziché Euro 42), max 4 biglietti per socio
  • Pagamento: bonifico bancario

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